“Meglio di uno specchio” è un viaggio a ritroso all’origine del complesso percorso chiamato memoria.
Tutta la narrazione si basa sul senso di smarrimento e dissolvenza: una sorta di sclerosi in cui corpo e mente, ormai svuotati e senza punti cardinali, fluttuano in una dimensione onirica. Un ritorno allo stato liquido e senza confini dove i piani si mescolano. Questo lavoro nasce dalla necessità esorcizzare una delle mie più grandi paure: la perdita della memoria ed il conseguente distacco dai luoghi e le persone che amo.